• Monte Cucco Sentiero 231 - immagine 1
  • Monte Cucco Sentiero 231 - immagine 2
  • Monte Cucco Sentiero 231 - immagine 3
  • Monte Cucco Sentiero 231 - immagine 4
  • Monte Cucco Sentiero 231 - immagine 5
  • Monte Cucco Sentiero 231 - immagine 6
  • Monte Cucco Sentiero 231 - immagine 7
  • Monte Cucco Sentiero 231 - immagine 8
  • Monte Cucco Sentiero 231 - immagine 9 (Scarpa del Diavolo)
  • Monte Cucco Sentiero 231 - immagine 10
  • Monte Cucco Sentiero 231 - immagine 11 (Sorgenti delle Prigioni)
  • Monte Cucco Sentiero 231 - immagine 12
  • Monte Cucco Sentiero 231 - immagine 13
  • Monte Cucco Sentiero 231 - immagine 14 (La Fravolosa)

Sentiero CAI n. 231

Comprensorio: Monte Cucco
Località partenza: Casa il Sasso
Località arrivo: Bivio sentiero 230
Numero:
231
Quota partenza: 435 metri
Quota arrivo: 1036 metri
Quota massima: 1061 metri
Dislivello: 640 metri
Vecchia numerazione:
5
Lunghezza: 7,3 km.
Difficoltà: E
Tempo andata: 3,00-3,30 ore.
Tempo ritorno: 2,15-2,45 ore.

 

Il sentiero 231 (precedentemente indicato con il numero 5) del Parco del Monte Cucco è un interessante itinerario che collega la piccolissima frazione di Casa il Sasso, ubicata nei pressi di Pascelupo, con il sentiero 230, attraversando la stretta ed incontaminata Valle delle Prigioni, tra alte pareti a strapiombo che rendono l’ambiente particolarmente affascinante.

La partenza si trova come detto accanto a Casa il Sasso, da dove un sentierino si inoltra in falsopiano nel sottobosco, attraversando successivamente un ruscello sul quale è posto un ponticello sospeso. Questa prima parte è poco battuta rispetto al resto del percorso (molti escursionisti preferiscono percorrere il più ampio sentiero 296 che parte dal centro di Pascelupo), e la traccia si fa spesso incerta perdendosi nella vegetazione circostante. Vi è un punto da attraversare in cui fare molta attenzione, in quanto una frana ha reso il sentiero difficilmente percorribile, ed occorre superare il tratto aiutandosi con il grosso tubo di captazione dell’acqua che va utilizzato come appiglio per rendere più sicuro il passaggio (si tratta di pochi metri, ma è necessaria cautela).

In breve si giunge quindi all’incrocio con il 296 che giunge da destra, ed il sentierino confluisce in una più ampia strada sterrata, che inizia a salire a fianco del corso d’acqua, superando una presa d’acqua (con nelle vicinanze una fontanella, ottima per il rifornimento idrico in quanto la fonte successiva è in secca) ed entrando nella Valle delle Prigioni vera e propria.

In questo tratto il sentiero inizia a salire con pendenze abbastanza abbordabili (in alternativa si può scegliere di risalire il ruscello mediante la variante denominata sentiero 231bis) ed in circa 20 minuti di cammino si raggiunge una stretta ed angusta galleria, scavata nella roccia, da attraversare quasi a carponi facendo attenzione ai tubi dell’acqua ed ai muretti di rinforzo che sono presenti all’interno (la galleria serve appunto per il passaggio della conduttura idrica). Sono comunque presenti diverse aperture sulla sinistra, che forniscono luce ed aria e permettono di superare più agevolmente il cunicolo.

Raggiunta l’uscita si ricomincia a salire, e si raggiunge in breve il cuore della gola, tra altissime pareti strapiombanti che sovrastano il percorso. In questo tratto è presente un nuovo ostacolo, rappresentato da un brevissimo passaggio attrezzato su una parete con pendenza verticale, su cui sono state poste una scaletta ed una catena, che permettono di superare agevolmente la piccola difficoltà.

Salendo ora in maniera un po’ più decisa si attraversa la parte più affascinante del percorso, con le pareti della gola sempre più strette, fino a raggiungere la caratteristica Scarpa del Diavolo, un grosso masso che sovrasta il sentiero, attaccato alla parete di destra, sospeso in maniera quasi innaturale a mezz’aria.

Superata la strettoia, la gola inizia ad allargarsi sempre più, e si inizia ad uscire gradualmente dalla valle, raggiungendo in poco meno di mezz’ora di cammino (sempre lieve salita) le Sorgenti delle Prigioni, dove però l’acqua non è purtroppo presente in quanto viene tutta captata dall’acquedotto, mentre la fonte si presenta desolantemente in secca.
In questo punto il sentiero svolta decisamente a sinistra su una ampia pista sbrecciata (sulla destra invece inizia il sentiero 279 diretto a Pian di Rolla), ed inizia a salire con pendenze importanti sulle pendici del Monte Le Gronde.

Questo tratto di sentiero, che attraversa tratti di bosco ad alto fusto intervallati da uscite su panoramici prati, con viste sulle cime dei monti Motette e Le Gronde, è il più duro dal punto di vista del dislivello, fino al raggiungimento, in località La Fravolosa, dell’ampia strada di servizio che gira attorno al Monte Le Gronde, che si imbocca girando a sinistra.

L’ultima parte del percorso è molto comoda, con pendenze contenute, ed in breve si raggiunge l’incrocio con il sentiero 230, dove ha termine il tracciato.